Storia |
tel. (+39) 06 84 17 75 8 fax (+39) 06 85 35 39 60 ordini@viella.it |
sconto del 15% su tutti i titoli del catalogo viella
| Pensare la contemporaneità Studi di storia per Mariuccia Salvati A cura di Paolo Capuzzo, Chiara Giorgi, Manuela Martini, Carlotta Sorba Collana: I libri di Viella, 127 2011, p. 600, 15×21 cm, bross. ISBN: 9788883346897 € 58,00 € 49,30 |
|
| Nella sua attività di ricerca e di insegnamento Mariuccia Salvati ha esplorato varie dimensioni della storia contemporanea, muovendosi tra la storia sociale e quella politica, il dibattito delle idee e le forme culturali, la dimensione istituzionale e quella economica. Il confronto costante dei suoi interessi e approcci con gli interrogativi sollecitati dal presente è la cifra che contraddistingue il suo lavoro; uno stile, particolare e ben riconoscibile, che ha cercato di introdurre all’interno delle istituzioni del sapere storico nelle quali è stata coinvolta, nel suo lavoro di docente all’Università di Bologna, negli organi accademici che ha presieduto e nell’associazione degli storici contemporaneisti che ha contribuito a fondare. Per rendere omaggio alla sua ricerca e al suo insegnamento, un nutrito gruppo di studiosi italiani e stranieri è intervenuto su temi, personaggi e problemi che hanno popolato la sua riflessione e le sue indagini. Ne emerge uno spaccato di grande interesse della storiografia contemporanea, delle sue preoccupazioni e dei suoi interrogativi, a cui partecipano figure di primo piano del dibattito nazionale e internazionale.Continua… |
|
| Democrazia come partecipazione Lelio Basso e il PSI alle origini della Repubblica Emanuele Rossi Collana: I libri di Viella, 130 2011, p. 364, 15×21 cm, bross. ISBN: 9788883346842 € 30,00 € 25,50 |
|
| Intellettuale socialista, membro dell’Assemblea Costituente, studioso del marxismo e del pensiero politico, parlamentare della Repubblica, Lelio Basso è stato anche uomo d’azione e leader di partito. Sulla base di una vasta documentazione d’archivio in buona parte inedita, questo volume racconta la storia del suo rapporto con il PSI dalla Resistenza alla vigilia del 18 aprile 1948, sullo sfondo del conflitto mondiale, dei drammatici scontri sociali del dopoguerra e della divisione del mondo in blocchi. Basso credeva fermamente nelle potenzialità del PSI, e si adoperò per farne un moderno partito di massa, in grado di guidare uno schieramento progressista alternativo a quello democristiano. Basso era altresì convinto che la democrazia non potesse ridursi all’esercizio del voto, ma che dovesse continuamente nutrirsi della partecipazione attiva dei lavoratori e dei ceti sociali emarginati, anche se fino ad allora completamente estranei alla politica. Si impegnò pertanto a tradurre in termini pratici tale aspirazione, provando a fare del PSI uno strumento di alfabetizzazione democratica e un luogo per praticare democrazia. Il progetto bassiano venne tuttavia vanificato dallo scontro ideologico della guerra fredda: la politica come educazione alla partecipazione democratica venne sconfitta dalla politica di potenza. Non fu però vanificato il contributo dato da questa esperienza alla nascita e allo sviluppo di un moderno sentimento di cittadinanza nel nostro paese.Continua… |
|
| Stranieri di antico regime Mercanti, giudici e consoli nella Napoli del Settecento Roberto Zaugg Collana: I libri di Viella, 129 2011, p. 336, 15×21 cm, bross. ISBN: 9788883346965 € 32,00 € 27,20 |
|
| Negli Stati contemporanei, ideologicamente fondati sui principi dell’uguaglianza e della sovranità popolare, la distinzione tra cittadino e straniero costituisce una frontiera carica di significati politici, di meccanismi di esclusione e di potenzialità conflittuali. E prima? Cos’era lo “straniero” negli Stati di antico regime, in cui mancava una legittimazione nazionale e l’uguaglianza di fronte alla legge non era lontanamente contemplata? Quali diritti avevano i migranti e con quali discriminazioni dovevano fare i conti? Puntando lo sguardo sulla Napoli settecentesca – una metropoli mediterranea attraversata da una pluralità di flussi migratori e caratterizzata dalla presenza di numerose “nazioni” mercantili – questo libro cerca di fornire delle risposte a tali domande, mostrando cosa significasse essere straniero di fronte ad un doganiere del porto, agli occhi di un ufficiale di polizia, nella percezione del governo e, soprattutto, nelle aule di uno dei numerosi tribunali che si contendevano il controllo della città. Lo studio evidenzia che, in un contesto pervaso da una miriade di privilegi particolari, gli stranieri – e in primis i mercanti stranieri – raramente rivendicavano l’uguaglianza dei diritti. Essi tendevano, al contrario, a ribadire la loro diversità giuridica e, con il sostegno dei consoli presenti in città, spesso riuscivano ad influenzare il funzionamento delle istituzioni partenopee. Più che una definizione univoca, codificata nel diritto, lo “straniero” era insomma una categoria costantemente negoziata tra le autorità napoletane, i rappresentanti degli Stati esteri e i migranti stessi.Continua… |
|
| Il nostro Gramsci Antonio Gramsci a colloquio con i protagonisti della storia d’Italia A cura di Angelo d’Orsi Collana: La storia. Temi, 23 2011, p. xxxvi-426, 15×21 cm, bross. ISBN: 9788883346903 € 30,00 € 25,50 |
|
| Partendo dagli scritti giovanili per arrivare alle riflessioni mature del carcere, il pensiero di Antonio Gramsci – oggi uno degli autori italiani più tradotti e studiati nel mondo – viene qui messo a confronto con alcuni dei protagonisti della storia nazionale, in “medaglioni” che costituiscono altrettanti tasselli del “mosaico Italia”: Dante e Machiavelli, Guicciardini e Foscolo, Garibaldi e Vittorio Emanuele II, De Sanctis e Verdi, Carducci e Pascoli, Croce e Gentile, D’Annunzio e Pirandello, Mussolini e Gobetti… Nel “colloquio” critico con letterati, pensatori, politici, giornalisti di ogni epoca, si conferma l’eccezionale cultura e perspicacia dell’intellettuale sardo, nei cui scritti dimensione storiografica e analisi politica dialogano fecondamente: i ritratti costruiti in questo originale volume vanno così a compiere una ricognizione della molteplice e multiforme identità di quell’Italia frammentata che da secoli tenta di raggiungere una vera dimensione unitaria.Continua… |
|
Advertisement