Newbooks's Blog

January 16, 2012

Viella editrice

Filed under: Viella — Librarian @ 12:30 pm

via delle Alpi, 32
I-00198 ROMA
www.viella.it

Storia dell’arte

tel. (+39) 06 84 17 75 8
fax (+39) 06 85 35 39 60
ordini@viella.it

sconto del 15% su tutti i titoli del catalogo viella

  L’art multiplié
Production de masse, en série, pour le marché dans les arts entre Moyen Âge et Renaissance
Sous la direction de Michele Tomasi, avec la collaboration de Sabine UtzCollana: I libri di Viella. Arte
2011, p. 130, 30 ill. bn, 23 tav. col. f.t., 17x24cm, bross.
ISBN: 9788883346330
€ 32,00  € 27,20
Per molto tempo le opere d’arte medievali sono state considerate all’insegna dell’anonimato, sino a quando le ricerche degli ultimi decenni hanno restituito agli attori della creazione artistica medievale, fossero essi artisti o committenti, la loro individualità. Le opere che sono state invece prodotte mirando a proporre a una massa fondamentalmente anonima di acquirenti degli oggetti tendenzialmente standardizzati non hanno invece ricevuto molta attenzione. Eppure i manufatti di questo tipo possono dirci molto sia sull’economia dei beni di lusso, sia sulla mentalità degli ampi strati della società cui essi erano destinati.I contributi qui riuniti si propongono di illuminare appunto questo ambito cruciale, anche se poco studiato. Essi spaziano dal X al XVI secolo, dall’Inghilterra, alle Fiandre e alla Francia del Sud, dalla pittura al ricamo o all’illustrazione libraria, passando per i tessuti, l’oreficeria e la scultura. Gli autori analizzano i materiali utilizzati e i modi di approvvigionamento, i processi di produzione e l’organizzazione del lavoro, le scelte tipologiche e iconografiche, le strategie di commercializzazione. Il volume offre così un approccio unitario e variato a un fenomeno nodale dell’arte tra Medioevo e Rinascimento.

Continua…

 

torna all’inizio


  Da Bisanzio alla Santa Russia
Nikodim Kondakov (1844-1925) e la nascita della storia dell’arte in Russia
Ivan FolettiCollana: I libri di Viella. Arte
2011, p. 288, 32 tav.b/n f.t., 17×24 cm, bross.
ISBN: 9788883346439
€ 35,00  € 29,75
Questo libro è una vera avventura biografica: traccia la storia della vita e dell’opera di Nikodim Kondakov, pioniere degli studi tardo antichi e bizantini nell’Europa orientale prima e dopo la Rivoluzione russa; ne segue le vicende complesse e drammatiche, dalle origini modeste agli studi, alla fondazione geniale di un intero e innovatore campo di studi: la pionieristica e precocissima storia dell’arte in Russia; alla carriera, luminosa e fortunatissima, e poi ai traumi della rivoluzione, alla vita raminga, alla precarietà e alla dipendenza dai committenti.Attraverso e nonostante queste fasi drammatiche, che sono fasi della storia, e fasi della vita dello studioso, gli studi di Kondakov disegnano una vasta geografia della cultura tardoantica e medievale tra il Mediterraneo e gli Urali; toccano orizzonti lontani, da cui si intravedono le migrazioni dei popoli asiatici e la nascita composita dell’Europa medievale con i suoi valori cristiani; percorrono i tragitti della storia servendosi delle tracce visive lasciate dal passato, dagli oggetti, e dai monumenti. Ricostruire le vicende biografiche ed esistenziali di Nikodim Kondakov è un complemento indispensabile alla comprensione di una fase critica fondatrice della storia dell’arte e anche, più in generale, della storia della Russia e dei paesi che lo studioso attraversò nella sua lunga e tormentata vita.

Continua…

 

torna all’inizio


  Le decorazioni di Isidoro il Giovane per S. Sofia di Costantinopoli
Eugenio RussoCollana: I libri di Viella. Arte
2011, p. 172, 17×24 cm, 344 ill. f.t., ril.
ISBN: 9788883346880
€ 50,00  € 42,50

 

Il 7 maggio 558, poco più di vent’anni dopo l’inaugurazione nel 537, crolla la cupola di S. Sofia; la ricostruisce Isidoro il Giovane, e il 24 dicembre 562 la chiesa viene riconsacrata. Ma cosa ha veramente fatto Isidoro il Giovane in 4 anni, 10 mesi e 15 giorni? La S. Sofia di Giustiniano che oggi possiamo ammirare a Istanbul quanto ha conservato dell’antica costruzione e quanto è invece opera del geniale Isidoro?Isidoro, come dimostra questo libro, ha dovuto innanzi tutto capire le ragioni del crollo e poi elaborare un progetto che si fondasse sull’imprescindibile principio della stabilità, ed è stato per questo costretto a ridefinire gli spazi e ridecorare le superfici interne.

Al rafforzamento dei piloni centrali e allo spostamento dei colonnati centrali delle gallerie verso l’esterno per riportarli alla verticalità, seguono così gli interventi che conferiranno a S. Sofia l’aspetto che conosciamo oggi. Con un’attenta operazione di riuso dei materiali esistenti, Isidoro arretra verso l’esterno le basi, le colonne, i capitelli, i blocchi della cornice, i plutei; e questa operazione lo conduce, se non lo obbliga, a ridecorare quasi tutto l’interno, rifacendo l’opus sectile, i mosaici, l’altare e gli arredi. E quindi, per rispondere alla domanda posta all’inizio: anche se i pavimenti sono restati in gran parte quelli del 532-537, è attraverso la rimodulazione degli spazi e delle decorazioni realizzata da Isidoro il Giovane nel 558-562 che laHaghia Sophia di Giustiniano, così come la vediamo, è giunta fino a noi. Ed è perciò solo attraverso la conoscenza dell’opera di questo architetto che possiamo valutare appieno uno dei capolavori riconosciuti dell’architettura mondiale.

Continua…

 

torna all’inizio


  L’ara dipinta di Thaenae
Indagini sul culto martiriale nell’Africa paleocristiana
Remo Cacitti, Giuseppina Legrottaglie, Gabriele Pelizzari, Maria Pia RossignaniCollana: Pubblicazioni dell’AISSCA
2011, p. 256, 15x21cm, 15 tav. col., 57 ill. b/n, bross.
ISBN: 9788883346286
€ 32,00  € 27,20
L’ara dipinta conservata nel museo di Sfax è un monumento unico nel suo genere, sia all’interno della necropoli di Thaenae, da cui proviene, sia nell’ambito dell’archeologia del Mediterraneo di età tardoantica.A partire dal contesto di provenienza e dalle sue caratteristiche strutturali, l’ara è analizzata in una prospettiva multidisciplinare, che vede coinvolti diversi autori e differenti prospettive di ricerca. I risultati sono presentati in termini dialettici, nella convinzione che ogni tentativo di irrigidire i dati costituisse, in questo caso, una rinuncia a frammenti di verità. L’analisi iconografica delle immagini dipinte sulle quattro facce, originali tanto nel loro impianto quanto nel reciproco accostamento, porta alla conclusione che il monumento vada ricondotto alla sensibilità delle comunità cristiane d’Africa della prima metà del IV secolo e sia specchio di quella sete del martirio da esse spesso evocata. In un’epoca in cui poche e spesso ambigue sono le immagini del martyrium, l’ara si pone come una testimonianza imprescindibile per chi voglia indagare i modi e le forme con cui le iconografie pagane si piegarono a narrare, già dai primi secoli, i nuovi valori del Cristianesimo.

Continua…

 

torna all’inizio


Advertisement

Leave a Comment »

No comments yet.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Theme: Rubric. Clone this site at WordPress.com

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.