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February 25, 2011

Libreria archeologica

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BOLLETTINO NOVITA’ n. 79

Febbraio  2011

C. Chiaramonte Treré, V. d’Ercole, C. Scotti (a cura di) – La Necropoli di Campovalano. Tombe orientalizzanti e arcaiche, II (with CD), Oxford 2010, pp. 272, tavole 154, euro 115.00. 

 R. Santangeli Valenzani – Edilizia residenziale in Italia nell’altomedioevo, Roma 2010, pp. 161, euro 17.00.

Il volume presenta una sintesi delle trasformazioni avvenute in Italia nelle tipologie edilizie e nei modi dell’abitare tra la fine del mondo antico, nel IV-V secolo d.C, e la piena età medievale. Questo periodo è caratterizzato da un completo cambiamento delle strutture residenziali, con la scomparsa delle tipologie edilizie di tradizione antica (le domus e le insulae nelle aree urbane, le ville nelle campagne) e il diffondersi, anche all’interno delle città, di strutture di tipo molto semplice, spesso capanne in materiale deperibile (legno, graticci, argilla cruda), insieme a edifici più complessi, in materiali più durevoli, relativi alle classi sociali più elevate, che pure mostrano, per la tipologia edilizia, la disposizione degli spazi abitativi, le tecniche costruttive, un completo distacco dalle tradizioni antiche.

I. Morley, C. Renfrew – The Archaeology of Measurement. Comprehending Heaven, Earth and Time in Ancient Societies, Cambridge 2010, pp. 296, euro 35.00.

The construction of formal measurement systems underlies the development of science, technology, economy and new ways of understanding and explaining the world. Human societies have developed such systems in different ways, in different places and at different times, and recent archaeological investigations highlight the importance of these activities for fundamental aspects of human life. Measurement systems have provided the structure for addressing key concerns of cosmological belief systems, as well as the means for articulating relationships between the human form, human action, and the world. The Archaeology of Measurement explores the archaeological evidence for the development of measuring activities in numerous ancient societies, as well as the implications of these discoveries for an understanding of their worlds and beliefs. Featuring contributions from a cast of internationally renowned scholars, it analyses the relationships between measurement, economy, architecture, symbolism, time, cosmology, ritual, and religion among prehistoric and early historic societies.

E. Cantarella – L’ambiguo malanno. La donna nell’antichità greca e romana, Milano 2010, pp. 208, euro 9.00.

“Ripercorrere la storia delle donne nell’antichità greca e romana non è semplice curiosità erudita. I radicali mutamenti intervenuti nelle condizioni della vita femminile, il riconoscimento della piena capacità delle donne di essere titolari di diritti soggettivi e di esercitarli, la conquista della parità formale con gli uomini non hanno ancora interamente cancellato il retaggio di una plurimillenaria ideologia discriminatoria, di cui solo la storia può aiutare a comprendere le matrici e individuare le cause. Osservare la vita e seguire le vicende di organizzazioni sociali come quella greca e quella romana aiuta a svelare, se non il momento nel quale nacque la divisione dei ruoli sociali, il momento nel quale questa divisione venne codificata e teorizzata: e cominciò quindi a essere vista, invece che come un fatto culturale, come la conseguenza di una differenza biologica, automaticamente tradotta in inferiorità delle donne” (dall’introduzione).

M. L. Marchi – Ager Venusinus II (IGM 175 II SO; 187 I NO; 187 I SE; 188 IV NO; 188 IV SO), collana Forma Italiae, Roma 2010, pp. , euro 170.00 

Questo volume completa il programma di ricerca sul territorio dell’antica colonia latina di Venusia attraverso un’indagine di rilevamento e con il censimento di oltre mille unità topografiche, su un’area di oltre 1000 kmq compresa tra la valle dell’Ofanto e le pendici del Vulture. Scopo finale dell’indagine è stata la ricostruzione della storia del comprensorio e del paesaggio antico in tutte le fasi di occupazione, dalla Preistoria al Medioevo.

 G. Zanetto, M.Ornaghi – Documenta antiquitatis, Bologna 2010, pp. 256, euro 25.00.

Nel volume si trovano raccolti quasi tutti i contributi che sono stati presentati nel corso dei “Seminari del Dipartimento di Scienze dell’Antichità” (Università degli Studi di Milano) nell’anno 2009. Questi Seminari costituiscono, per tradizione consolidata, importanti momenti di verifica e di confronto dei risultati delle attività di ricerca svolte presso le cinque Sezioni del Dipartimento (Archeologia, Filologia classica, Glottologia e Orientalistica, Papirologia ed Egittologia, Storia antica) e contribuiscono a promuovere sia l’aggiornamento interno, sia la diffusione – proprio attraverso la pubblicazione degli atti – di molti esiti originali della ricerca antichistica svolta nell’Ateneo milanese. Gli ambiti degli interventi sono molteplici e spaziano dalle antichità egizie al mondo classico, greco e romano, sino all’era cristiana, investono problematiche e temi diversi, interessano le aree geografiche più disparate; tutti, però, risultano ispirati e così accomunati da un unico approccio metodologico, rigoroso, che è quello della lettura critica e “filologica” dei documenti letterari, storici e archeologici.

 L. Lepore, P. Turi (a cura di) – Caulonia tra Crotone e Locri. Atti del Convegno internazionale (Firenze, 30 maggio-1° giugno 2007) vol.1 Firenze 2010, pp. 566, euro 35.90.

L’opera comprende oltre 30 contributi originali, corredati da numerose illustrazioni, disegni e piante, che dibattono di fonti storiche, topografia, architettura, urbanistica, religione, ideologia funeraria, cultura musicale, epigrafia, monetazione, artigianato, metallurgia, nonché di scienze applicate e tecnologie. I saggi si segnalano per il modo nuovo di reimpostare la lettura delle vicende storiche e delle problematiche archeologiche della colonia achea di Caulonia in una dimensione territoriale più ampia comprendente anche Crotone e Locri.

 E. Scampoli – Firenze, archeologia di una città (secoli I a.C.-XIII d.C.), Firenze 2010, pp. 348, euro 22.90.

L’evoluzione urbanistica di Firenze nei primi tredici secoli della sua storia è qui delineata tramite un censimento dei ritrovamenti archeologici, a partire da quelli documentati nella seconda metà del XIX secolo. Le informazioni sono state organizzate e analizzate grazie a sistemi GIS (Geographic Information System). I ritrovamenti sono stati suddivisi per periodo e secondo le loro funzionalità, per descrivere, ove possibile, l’evoluzione degli edifici e degli spazi pubblici, i cambiamenti del modo di abitare, di seppellire, di difendersi e di produrre nel corso del tempo. I dati fiorentini sono stati considerati all’interno del quadro urbano regionale ed italiano delineato dalla ricerca archeologica in questi ultimi decenni. Mappe tematiche create grazie al GIS forniscono un aiuto alla comprensione del testo.

 G. Mastrocinque – Taranto. Il paesaggio urbano di età romana tra persistenza e innovazione, Pozzuoli 2010, pp. 288, euro 60.00.

 Aa. Vv. – Tharros Felix vol.4, Roma 2011, pp. 476, euro 50.00.

Il volume rappresenta un esempio di cooperazione interistituzionale fra la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano con il suo nuovo Soprintendente Marco Edoardo Minoja e l’Università di Sassari, e presenta l’edizione preliminare del recentissimo scavo di Sa Osa di Cabras, coordinato dall’archeologo Alessandro Usai, che restituisce le linee di lettura della dinamica del paesaggio del fiume Tirso presso le sue foci, focalizzando l’attenzione su una comunità di Sardi sia di fase prenuragica sia e soprattutto di varie fasi nuragiche. Il testo si sofferma inoltre sulla costa di ponente dell’isola, con contributi sulla portualità antica e medievale tharrense e sul mito greco dei Tespiadi, forse radicato nel Sinis di Monte Prama. La terza parte del libro offre contributi sul tema dell’incontro tra Nuragici e Fenici.

A. Carlino (a cura di) – La Sicilia e il grand tour. La riscoperta di Akragas. 1700-1800, Roma 2011, pp. 301, euro 30.00.

La fortuna della letteratura, dell’arte e dell’architettura della Grecia antica nel Sette e Ottocento passa attraverso la riscoperta dei monumenti del Mediterraneo in cui la Sicilia ha un ruolo fondamentale. Come testimoniano i saggi raccolti in questo volume, con le prime indagini sulle antichità dell’isola condotte sulle grandiose rovine “della più bella città dei mortali “di pindarica memoria, Akragas diviene tappa fondamentale nel viaggio alla ricerca delle radici classiche della cultura europea. Un tema affascinante che attendeva finora un’analisi approfondita, in cui l’antica Akragas, epicentro di un racconto a molte voci, si presenta come meta e summa memoriale di tutta la Sicilia.

E. Benelli, C. Rizzitelli – Culture funerarie d’Abruzzo (IV-I secolo a.C.), Pisa 2010, pp. 170, euro 295.00.

Poche aree dell’Italia antica hanno conosciuto un incremento della documentazione archeologica paragonabile a quello che, negli ultimi decenni, ha permesso di rinnovare radicalmente le nostre conoscenze sull’Abruzzo antico, dalla tarda età del Bronzo alla piena romanizzazione. Le indagini condotte con metodi più adeguati, sia su siti che su complessi di materiali, si sono moltiplicate e hanno gradualmente creato una rete di punti di riferimento che permette di riconsiderare i reperti già noti e di riconoscere collegamenti e significati che prima sfuggivano. Il presente volume concentra la sua attenzione sui secoli dal IV al I a.C. e sul completo riesame della documentazione funeraria di 172 necropoli. Al repertorio delle necropoli segue un importante capitolo di analisi, in cui sono evidenziati, area per area, caratteri, evoluzioni e contatti culturali, che di volta in volta rimandano alla Daunia, al Sannio, alla Campania o all’area etrusco-laziale. Il risultato è un panorama ricco e articolato, che consente all’archeologia di contribuire alla ricostruzione della storia dell’Abruzzo su basi molto più solide rispetto al passato.

P. Arthur, B. Bruno – Il complesso tardoantico ed alto-medievale dei SS. Cosma e Damiano, detto le Centoporte, Giurdignano (LE) scavi (1993-1996), Lecce 2010, pp. 268, euro 50.00.

Posta nelle campagne del comune di Giurdignano, a circa quattro chilometri da Otranto e dal mare Adriatico, la chiesa basilicale detta Le Centoporte è fra i monumenti antichi meglio preservati del Salento ed anche fra i più ‘rinomati’, attirando, sin dal secolo scorso, molta attenzione da parte degli studiosi e dei curiosi. Secondo una leggenda, narrata con varie sfumature, la scoperta di un tesoro presso il monumento avrebbe contribuito a finanziare la costruzione della chiesa matrice di Giurdignano, completata e consacrata nel 1763. Nel 1879, Giacomo Arditi affermava che “quivi nel 1770 si scovrì un tesoro di circa 100 mila lire, e furono utilmente spese alla costruzione dell’attuale chiesa matrice”. L’attività di escavazione clandestina sembra, pertanto, risalire almeno al XVIII secolo, indubbiamente stimolata dalle leggende e dalla curiosità. Alcuni anziani abitanti raccontano che il luogo fu anche adoperato per l’estrazione di laterizi che venivano poi triturati e utilizzati come ingrediente per la malta adoperata nella realizzazione degli edifici di Giurdignano.

 M. Papini, Città sepolte e rovine nel mondo greco e romano, Roma – Bari 2011, pp. 296, euro 32.00.

Rovine eroiche, città morte o agonizzanti, vita in mezzo ai detriti e distruzioni; e poi i relitti della storia come strumenti di legittimazione o di rafforzamento, difesa di identità e veicolo di memorie culturali; e ancora il timido affiorare di un ‘sentimento delle rovine’: il viaggio alla (ri)scoperta dell’‘antico’ per gli Antichi può cominciare. Secondo la testimonianza dell’archeologia nel mondo greco e romano (Atene, Troia, Roma e non solo) tanti erano i paesaggi pieni di resti di epoche precedenti con cui le popolazioni convivevano. L’autore si interroga sul valore e il senso che potevano avere le rovine o i monumenti antichi già nell’antichità. Ci accompagna in un viaggio indietro nel tempo e indaga su momenti e luoghi in cui le rovine hanno avuto un significato particolare. Ad esempio, tra l’VIII e il VII secolo a.C., quella che conosciamo come l’‘età di Omero’, i Greci instaurarono un rapporto di distanza e, al contempo, di familiarità con i monumenti funerari dell’Età del Bronzo da tempo abbandonati e riletti in chiave eroica. Nell’estate del 479 a.C. i Persiani distrussero Atene; tornati a casa, gli Ateniesi trovarono uno scenario da incubo, e si tramanda un loro giuramento sul campo della battaglia finale, a Platea, che prevedeva di non ricostruire i templi per lasciarli a reminiscenza delle distruzioni. Quanto stretto potesse essere il rapporto con i luoghi del passato storico ed eroico è poi mostrato da Troia, Urbs capta per eccellenza, che comprendeva in sé due città, la reale e l’immaginaria. Infine, anche i Romani, benché febbrili ricostruttori, dovevano comunque confrontarsi con la visione (da loro assai poco gradita) di monumenti diroccati e di città morte, ai quali talvolta sapevano però attribuire anche una funzione positiva, almeno in chiave consolatoria: al cospetto dei resti urbani era infatti vacuo dolersi per la morte di un caro individuo, e più giovava rendersi conto della piccolezza di sé e del proprio lutto privato.

 L. Bressan – Maria nella devozione e nella pittura dell’Islam, Milano 2011, pp. 230, euro 34.00.

 I. Lebedynsky – Gli Indoeuropei. Fatti, dibattiti, soluzioni, Milano 2011, pp. 272, euro 34.00.

Quasi tutte le lingue d’Europa e molte grandi lingue dell’Asia sono apparentate dal vocabolario e dalle strutture grammaticali e formano una famiglia chiamata convenzionalmente «indoeuropea», oggi come oggi la più importante al mondo. Come le somiglianze tra l’italiano, il francese e lo spagnolo si spiegano con la comune origine latina, quelle tra il latino stesso, il greco, lo slavo e il sanscrito indicano la provenienza da una fonte comune, una lingua madre battezzata «indoeuropeo». Da due secoli i comparatisti si sforzano di ricostruirne la fonologia, la morfologia e il vocabolario.

 G. Fedalto – Le Chiese d’Oriente vol. II. Dalla caduta di Costantinopoli alla fine del Cinquecento, Milano 2011, pp. 232, euro 24.00.

Con la sistematica penetrazione in Europa, il 29 maggio 1453 i turchi ottomani conquistarono Costantinopoli, mutando il massimo tempio della cristianità orientale di S. Sofia in moschea musulmana. Svaniva così il mito della capitale cristiana fondata da Costantino, mettendo a maggiore repentaglio le chiese d’Oriente e aprendo immediate conseguenze per quelle d’Occidente, per Roma in primo luogo: questo era infatti l’obiettivo del giovane sultano Maometto II, che apriva spazi nuovi in Europa per il suo impero in progressiva estensione. Senza dimenticare l’influsso esercitato da spose e concubine cristiane nella Porta, l’abilità politica dei sultani volle che i patriarchi ortodossi rimanessero in sede pagando onerose tasse per ottenere il berat di investitura, che li investiva di potestà civile sui cristiani dell’impero al punto da porre il solo patriarca di Costantinopoli al di sopra degli altri patriarchi d’Oriente. Sul fronte orientale, nel frattempo, con la fine della seconda Roma, a Mosca cresceva l’interesse per avere un proprio patriarcato indipendente da quello costantinopolitano, come avvenne alla fine del Cinquecento. La ricostruzione analitica delle vicende di quelle chiese ci fa cogliere la tenacia e la capacità di convivenza del cristianesimo ortodosso e delle sue varie chiese pur sotto un impero di religione islamica. Ad un tempo ci permette di comprendere le peculiarità che il cristianesimo russo andava assumendo, in questo caso in intesa col potere.

J. A. Jiménez Sánchez – Los juegos paganos en la Roma cristiana, Roma 2010, pp. 448, euro 35.00.

Nel corso del IV secolo d. C. si compì la cristianizzazione dell’Impero romano. Paradossalmente, quest’epoca rappresentò anche il momento di maggior splendore degli spettacoli di tradizione pagana. I ludi circenses e scaenici, così come i munera e le venationes, suscitavano autentiche passioni tra uomini e donne di ogni età e condizione. I loro protagonisti godevano di enorme popolarità e venivano raffigurati in pitture, mosaici, medaglioni. Nonostante le critiche delle autorità ecclesiastiche agli spettacoli per i loro aspetti di idolatria e corruzione morale, il potere imperiale continuò a patrocinarli, vedendo in essi un efficace mezzo di propaganda e un potente strumento di controllo delle masse. Anche i monarchi dei regni germanici si preoccuparono di conservare questi spettacoli, segno indubbio dell’importanza che attribuivano alle manifestazioni ludiche.

 G. Barone, A. Paravicini Bagliani (a cura di) - Gesta di Innocenzo III, Roma 2011, pp. 304, euro 27.00.

Pochi personaggi storici hanno segnato i loro tempi e quelli successivi quanto papa Innocenzo III (1198-1216). Dell’infaticabile e poliedrica attività di questo grande pontefice i Gesta – di cui qui viene pubblicata la prima traduzione italiana – offrono una testimonianza eccezionale, indispensabile per comprendere il mondo medievale. Il testo, il cui impianto è chiaramente biografico, illustra i primi dieci anni del pontificato innocenziano, attingendo largamente ai Registri delle sue lettere, e ripercorrendo i grandi temi della politica pontificia di quegli anni: dalla difficile tutela del giovane Federico II, erede minorenne del Regno di Sicilia, all’organizzazione della Quarta Crociata, fallita nel suo obiettivo di riconquista di Gerusalemme ma all’origine dell’effimera riunificazione fra le Chiese di Roma e Costantinopoli. Al fascino dell’opera contribuisce certamente anche la personalità dell’anonimo autore dei Gesta, personaggio molto vicino ad Innocenzo e forse addirittura suo parente.

 S. T. Levi – Dal coccio al vasaio. Manifattura, tecnologia e classificazione della ceramica, Bologna 2010, pp. 272, euro 29.00.

Dal coccio al vasaio illustra le più recenti tecniche di analisi, documentazione e classificazione della ceramica accompagnando il lettore in un percorso a ritroso (pratico e teorico) che porta dai frammenti dei vasi ai protagonisti della loro produzione. I vasi sono il reperto più abbondante a partire dal Neolitico e testimoniano una grande varietà di soluzioni tecniche e stilistiche. L’archeologo deve cercare di estrarne il massimo di informazioni per capire quando, dove, come, perché e da chi sono stati fatti, trasportati, usati, riciclati e gettati. Bisogna prima conoscere i procedimenti dell’artigiano e scovarne le tracce sui prodotti finiti, utilizzando sia osservazioni dirette, sia analisi specialistiche. L’orizzonte quindi si allarga verso il contesto ambientale ed economico, l’organizzazione sociale della produzione, i circuiti di circolazione e le dinamiche di utilizzo. Il libro suggerisce princìpi e metodi con cui procedere in tutti gli aspetti dello studio della ceramica nei più diversi ambiti archeologici, rivelandosi pertanto un indispensabile testo di studio e di consultazione sul campo e in laboratorio.

 P. Broggio, M. P. Paoli (a cura di) – Stringere la pace. Teorie e pratiche della conciliazione nell’Europa moderna (secoli XV-XVIII), Roma 2011, pp. 544, euro 40.00.

La storia sociale e politica dell’Europa del tardo medioevo e della prima età moderna fu caratterizzata da dinamiche conflittuali, cui le comunità erano spesso in grado di porre rimedio senza l’intervento dei poteri giudiziari, attraverso strategie di tipo mediatorio e informale. Nell’ambito di questa “giustizia negoziata” un ruolo a sé fu svolto dal ceto nobiliare il quale, in obbedienza ad un comportamento ancestrale, metastorico, difendeva la propria prerogativa di farsi giustizia attraverso la vendetta e il duello.

Obiettivo del volume è di analizzare la complessità di tali fenomeni, sia attraverso la comparazione tra distinti contesti europei (antichi Stati italiani, Monarchia spagnola, Francia, Inghilterra, Impero), sia cercando di cogliere i diversi ambiti in cui il concetto di “pace” si è inserito e ha prodotto i suoi effetti: le pratiche di giustizia nelle loro interazioni con le negoziazioni informali; l’idea di nobiltà e la sua armonizzazione con le esigenze del nascente assolutismo e dei processi di confessionalizzazione; l’evoluzione del concetto di uso delle armi in relazione all’idea di onore; il contributo dottrinale, nei suoi diversi campi, alla definizione della pace e all’opera di progressiva delimitazione del ricorso alla vendetta privata.

Riviste:

Archeologia Sotterranea, anno I, n. 1 – 2010, euro 6.00.

L. De Santis – Andar per sotterranei…viaggi al centro della Terra; D. Cioli – La quinaria di Frontino; V. Straccali – I “Sotterranei di Roma”; M. Placidi – L’Emissario del Lago di Nemi; G. Curatolo, H. Manderscheid, M.C. Tomassetti – Un santuario della sorgente nei pressi del Lago di Bracciano?; A. Minetti – Sarteano: la tomba della Quadriga Infernale nella necropoli delle Pianacce; M. Placidi, V. Fresi – Una grande Via Sotterranea, la “Strada Carrabile” di Villa Adriana; G. Doronzo – I cantieri nell’antichità. Gli strumenti di lavorazione edilizia; A. Bedetti – Il mitreo di Marino.

 Espera srl
Libreria Archeologica
via Sannio 42 D/E 00183 Roma
P.IVA 08555441008
06-70451648
www.archeologica.com

February 9, 2011

Edizioni Quasar

Filed under: Quasar — Librarian @ 8:16 am
NOVITÀ
f.to 21×29,7; brossura; 480 pp.; ill. in b/n e a colori;
anno 2010; ISBN 978-88-7140-450-9
 
€ 60,00
Sommario: S. De Caro, Presentazione; A. Tchernia, Préface; I. Obiettivi, difficoltà e limiti di una ricerca; II. Il vino di Ischia; III. Le anfore greco italiche antiche di Ischia; IV. I bolli e la bollatura; V. I nomi attestati sui bolli delle anfore greco italiche di Ischia e del Golfo di Napoli: confronti nel Mediterraneo occidentale e dati di laboratorio; VI. I dati delle analisi di laboratorio; VII. La circolazione delle anfore greco italiche antiche: i risultati preliminari delle verifiche  archeologiche e archeometriche effettuate su alcuni relitti del Mediterraneo occidentale; VIII. Anfore greco italiche antiche in alcuni siti della Sicilia e del Mediterraneo occidentale: i risultati preliminari delle verifiche archeologiche e archeometriche; IX. Appunti sull’economia del Golfo di Napoli in età ellenistica: i dati delle anfore greco italiche antiche. Cataloghi. Introduzione ai cataloghi. Catalogo Ia. Fornaci di Santa Restituta. Anfore greco italiche: reperti diagnostici. Catalogo Ib. Fornaci di Santa Restituta. Anfore greco italiche e laterizi: i bolli. Catalogo IIa. Scarico Gosetti / Monte Vico. Anfore greco italiche: reperti diagnostici. Catalogo IIb. Scarico Gosetti / Monte Vico. Anfore greco italiche e laterizi: i bolli. Catalogo IIIa. Necropoli di San Montano e altri siti di Ischia. Anfore greco italiche: reperti diagnostici. Catalogo IIIb. Necropoli di San Montano e altri siti di Ischia. Anfore greco italiche e laterizi: i bolli. Cataloghi IVa e IVb. Schede delle analisi mineralogiche (G. Montana). Foto a colori dei bolli e degli impasti. Bibliografia.

February 4, 2011

Libreria Archeologica

Filed under: Libreria Archeologica — Librarian @ 1:47 pm

ESPERA srl

BOLLETTINO NOVITA’ n. 78

Febbraio  201

S. Raffiotta – Caccia ai tesori di Morgantina, Enna 2010, pp. 157, euro 10.00.

Tra il 1979 e il 1980, scavatori clandestini scoprirono a Morgantina, nota area archeologica del centro Sicilia, tre capolavori inestimabili dell’arte greca: due teste arcaiche in marmo di Demetra/Persefone, un tesoro di 15/16 pezzi di argenteria ellenistica e una grande statua di pietra e marmo d’epoca classica, identificata come d’Afrodite. I reperti confluirono nel mercato illegale e furono acquistati in Svizzera da insospettabili musei e collezionisti americani, tra i quali il J.Paul Getty di Malibù ed il Metropolitan di New York. Un’indagine giudiziaria del Tribunale di Enna del 1988/89, nata sulla base di dichiarazioni di “pentiti”, portò alla scoperta del loro trafugamento ed aprì un contenzioso con gli USA che, dopo varie peripezie e colpi di scena, si è concluso solo di recente con il recupero delle due teste e del tesoro (oggi al museo di Aidone) e con la promessa di restituzione della grande statua di Afrodite (prevista per la primavera del 2011). Il libro, articolato in tre racconti – ciascuno per ogni gruppo di reperti – espone, sulla base degli atti giudiziari e delle conoscenze personali dell’autore, le varie fasi del loro trafugamento e recupero, colmando una lacuna dell’editoria sull’argomento e svelando particolare assolutamente inediti. Ne esce una storia avvincente, emblematica di un’epoca nella quale la parte cospicua del patrimonio archeologico siciliano, ancora non investito dagli scavi ufficiali, è rimasta scandalosamente esposta ad ogni tipo di aggressione. Emblematica, inoltre, della spavalderia dei grandi collezionisti stranieri, i quali, con assenza di scrupoli etici e scientifici, hanno attinto al mercato delle antichità provenienti da scavi clandestini.

 G. Hinge, J. A. Krasilnikoff – Alexandria A Cultural and Religious Melting Pot , Aarhus 2009, pp. 176, euro 50.00.

Throughout the entire span of Graeco-Roman antiquity Alexandria represented a meeting place for many ethnic cultures and the city itself was subject to a wide range of local developments, which created and formatted a distinct Alexandrine ‘culture’ as well as several distinct ‘cultures’. Ancient Greek, Roman and Jewish observers communicated or held claim to that particular message. Hence, Arrian, Theocritus, Strabo, and Athenaeus reported their fascination of the Alexandrine melting pot to the wider world and so did Philo, Josephus and Clement. In various fashions, the four papers of Part I of the volume, Alexandria from Greece and Egypt, deal with the relationship between Ptolemaic Alexandria and its Greek past. However, the Egyptian origin and heritage also play important roles for the arguments. The contributions to the second part of the book are devoted to discussions of various aspects of contact and development between Rome, Judaism and Christianity.

 U.Pappalardo, R. Ciardiello – Mosaici greci e romani, Verona 2010, pp. 336, euro 100.00.

I mosaici o tappeti musivi di epoca greca e romana sono senza dubbio fra le arti più rappresentative del mondo antico. La loro importanza è fondamentale per lo studio dell’arte figurativa antica nel suo complesso, poiché la maggior parte della pittura parietale di quell’epoca è andata perduta. I mosaici, infatti, in molti casi costituiscono l’unica “testimonianza” della grande pittura da cavalletto, e hanno così consentito di far giungere fino a noi alcuni capolavori pittorici perduti. È il caso, ad esempio, del mosaico di Alessandro rinvenuto nella Casa del Fauno a Pompei, copia di un famoso dipinto che Plinio dice opera del pittore greco Philóxenos (IV secolo a.C.).

Il volume accompagna il lettore in un’approfondita analisi del mondo dei mosaici prendendo in considerazione la loro nascita, le tipologie, le tecniche e la loro evoluzione nel corso dei secoli. Una documentazione fotografica d’eccezione completa lo studio dei più importanti capolavori dell’arte antica svelando la bellezza delle decorazioni musive e la ricchezza degli antichi tappeti di pietra.

 M. Torelli – Dei e artigiani. Archeologia delle colonie greche d’Occidente, Roma-Bari 2011, pp. 236, euro 35.00.

Il volume affronta il tema, centrale nella vicenda coloniale dell’Antica Grecia, dell’insieme di forme ideali dominanti nel mondo greco attinenti alla sfera della religione, dei culti e delle pratiche della devozione, che i coloni hanno recato con sé dalla madrepatria e hanno via via sottoposto a una serie di modificazioni successive. Nelle nuove sedi queste forme religiose si sono articolate secondo specifici rituali, informando edifici, monumenti, immagini e materiali artigianali. Una ricchissima documentazione è stata riletta per capire in quale modo il bagaglio religioso ricevuto in Grecia è stato selezionato e tradotto in specifiche collocazioni dei singoli luoghi di culto, ma anche i mutamenti che questa cultura religiosa ha subito nei lunghi secoli della storia coloniale. Attraverso lo studio delle produzioni artigianali e architettoniche, destinate di volta in volta ad accogliere e contenere quelle manifestazioni di radicata ideologia religiosa, è possibile ricostruire alcuni comportamenti sociali come il simposio o la cerimonialità di rituali come il matrimonio, le dediche votive o le tradizioni patrie di religiosità domestica o funeraria. 180 tra figure e tavole illustrano il contenuto del volume.

G. F. La Torre – Sicilia e Magna Grecia. Archeologia della colonizzazione greca d’Occidente, Roma-Bari 2011, pp. 409, euro 35.00.

Il volume affronta il tema dei tempi e delle modalità dello stanziamento di gruppi organizzati di Greci sul suolo dell’Italia Meridionale e della Sicilia, delle trasformazioni intervenute fino alla conquista romana, dell’impatto che lo stanziamento greco ha avuto sulle popolazioni autoctone. La materia è divisa in due parti: una di carattere prevalentemente storico, nella quale, attraverso le fonti letterarie e i dati archeologici, si dipana la vicenda dei Greci di Magna Grecia e Sicilia dall’epoca del loro arrivo in Occidente, preceduto dalle frequentazioni micenee, fino alla conquista romana; l’altra, di carattere più prettamente archeologico, è destinata a illustrare, anche attraverso un ricco apparato di disegni, le città e i loro territori, l’organizzazione degli spazi pubblici e religiosi, le principali produzioni architettoniche, artistiche e artigianali. La narrazione non si arresta alle soglie dell’ingresso delle comunità greche d’Occidente nell’orbita di Roma, ma si sviluppa fino a comprendere la lunga fase di trasformazione delle città italiote e siceliote nel corso del periodo ellenistico (Ill-I sec. a.C.) sotto il primato di Roma.

F. Falconi – I fantasmi di Roma. La storia della città eterna attraverso i suoi misteri, le sue inquietanti presenze, le sue figure spettrali, Roma 2010,pp. 185, euro 12.90.

Lo spirito di Messalina, le ombre che frequentano le catacombe cristiane, i celebri spettri di Beatrice Cenci e Lucrezia Borgia; altri meno conosciuti come la bella Costanza De Cupis, il fantasma dalle mani mozze o l’infelice Emmeline che abitò la splendida Villa Stuart, e poi i fantasmi di Shelley e Keats fino alle ossessioni di Dario Argento: questo libro ripercorre la storia millenaria della città dei papi e degli imperatori da un punto di vista insolito, attraverso i racconti dei suoi fantasmi e delle sue presenze occulte. Ne emerge una Roma dai tratti magici, legata alle religioni e ai riti misterici del passato, alla tradizione etrusca, ai culti orientali, ai primi riti cristiani. Si parte dai fantasmi che si dice infestino i teatri della città antica e imperiale, per passare a quelli creati dai roghi e dai processi della Santa Inquisizione, e arrivare infine ad alcune presenze più vicine a noi: una finestra su una Roma esoterica misteriosa, inquietante e dal fascino sorprendente.

 M. Cavina – Nozze di sangue. Storia della violenza coniugale, Roma-Bari 2011, pp. 252, euro 2010.

“Di recente la Cassazione italiana si è trovata a giudicare un caso di maltrattamenti in cui il marito si giustificava sostenendo di aver picchiato la moglie per educarla a diventare una brava donna di casa, esperta nella ‘gestione’ domestica. Suo scopo era stato quello, a suo avviso ragionevole se non meritorio, di indurre la sua compagna a osservare regole di comportamento ispirate a un modello ideale di gestione familiare. Il suo era in sostanza il fine educativo che aveva legittimato tradizionalmente l’esercizio della potestà maritale. Tale argomentazione, sostenuta in primo grado e davanti alla corte d’appello di Torino, è stata infine respinta dalla Cassazione, che ha escluso qualsiasi ‘rilievo al fine educativo’ nel rapporto fra marito e moglie.” In queste pagine Marco Cavina indaga un tema di grande attualità, ricostruendo secoli di storia in cui la violenza maritale è stata prima giustificata dall’ambiente culturale circostante e poi divenuta un crimine perseguito in tutta Europa, ma la cui giustificazione è ancora fortemente radicata nel tessuto sociale. L’autore lavora su fonti dottrinali (teologi, precettisti morali, giuristi, politici), letterarie (novelle, commedie) e processuali, e le confronta con la cultura dominante nel corso dei secoli per poi esaminare gli ambiti nei quali maggiormente la violenza si è manifestata: quella correzionale diretta a educare la moglie, nel senso di farle rispettare le scelte che per l’intera ‘casa’ il marito riteneva di fare.

 F. Menant – L’Italia dei Comuni (1100-1350), Roma 2011, pp. 356, euro 35.00.

François Menant traccia un quadro completo delle vicende politiche, economiche e culturali di un periodo cruciale per la formazione dell’Italia moderna, quello compreso tra il 1100 e il 1350. In quei secoli l’Italia centro-settentrionale fu teatro di un’esperienza unica nel contesto dell’Europa del tempo, lo sviluppo delle città comunali, che ha lasciato un segno profondo, ancora ben visibile.

 P. Chini, A. Gallitto, M.T. D’Alessio, P. Virgili, H. Di Giuseppe (a cura di) – La Villa dell’Auditorium – Museo archeologico della villa e del suo territorio. Guida breve, Roma 2011, pp. 64, euro 18.00.

J.M. Blazquez Martinez, J. Alvar - Traiano, Roma 2010, pp. 330, euro 100.00.

Quest’ opera su Traiano permette l’approfondimento della personalità e dell’opera del primo imperatore ispano a chiunque non ne abbia una buona conoscenza, ma serve anche per il dibattito tra gli storici, in quanto vengono trattati tutti gli aspetti importanti del periodo, con proposte innovatrici, basate in molti casi sull’analisi diretta dei documenti.

 G. Olcese – Le anfore greco italiche di Ischia: archeologia e archeometria. Artigianato ed economia nel Golfo di Napoli, Roma 2010, pp. 480, euro 60.00.

Questo volume ha come argomento le anfore greco italiche di Ischia (e, indirettamente, del Golfo di Napoli) e uno dei suoi obiettivi è quello di riunire e approfondire i risultati di indagini condotte, a più riprese, negli anni passati. Lo studio fa parte di un progetto di ricerca più ampio relativo al quartiere artigianale sito sotto la Chiesa di Santa Restituta di Lacco Ameno d’Ischia e ai suoi reperti.

 S. Paganini – Qumran. Le rovine della luna. Il monastero e gli esseni una certezza o un’ipotesi?, Bologna 2011, pp. 223, euro 21.00.

La località di Qumran in arabo “le rovine della luna” rimanda a ruderi e a manoscritti. A partire dal 1947, quando venne reso noto che in undici grotte erano stati ritrovati dei frammenti di antichi rotoli, il sito venne identificato come centro della comunità religiosa degli esseni. Ma dopo un tempo in cui la questione sembrava ormai indiscussa, il continuo allungarsi della lista delle domande senza risposta ha condotto la comunità scientifica internazionale ad attestarsi attorno a due piste di ricerca contrastanti: da un lato l’ipotesi essena, dall’altra quella secondo cui Qumran sarebbe identificabile col centro di un’azienda agricola senza alcuna relazione coi manoscritti. L’autore apporta un contributo alla ricerca su Qumran e sui manoscritti del mar Morto proponendo una nuova variante sul tema dell’insediamento qumranico, dei suoi abitanti e del loro rapporto con i manoscritti ritrovati nelle grotte. Ricapitola e sistematizza le fasi della scoperta e della pubblicazione dei manoscritti stessi. Senza rinunciare alla scientificità, egli si rivolge non solo al pubblico specialistico, ma ai molti soggetti interessati al tema, talora sollecitati e incuriositi anche da fantasiose teorie di complotti, cospirazioni e intrighi che ancora circondano l’argomento.

 M. Bernabò (a cura di) – La collezione di testi chirurgici di Niceta, Roma 2010, euro 84.00.

La collezione di Niceta, dal nome del dottore-mecenate che ne mise insieme i testi e la commissionò, l’attuale codice pluteo 74.7, è il più celebre e lussuoso dei manoscritti con la Collezione ippocratica di testi chirurgici pervenutici e l’unico che ci ha tramandato alcuni testi della medicina classica. Qui è per la prima volta riprodotto completamente quanto alle pagine miniate che corredano i due testi illustrati, i trattati di Sorano di Efeso sulle fasciature e di Apollonio di Cizio sulle riduzione delle fratture, con 77 tavole a colori a piena pagina, alle quali vanno aggiunte altre 70 illustrazioni, sempre a colori, di pagine non miniate, dettagli delle miniature e confronti. Il codice, la cui datazione è stata qui rivista portandola alla fine del IX-inizi del X secolo, fu uno dei più pregevoli acquisti fatti in Oriente da Giano Lascaris per conto di Lorenzo il Magnifico. Con la confisca dei beni medicei, il codice fu conteso tra Roma e Firenze e fu il testo che servì da modello per edizioni cinquecentesche di medicina, tra le quali le più famose sono quelle curate per Francesco I di Francia dal suo medico personale, il fiorentino Guido Guidi.

 A. Di Berardino (a cura di) – Atlante Storico del Cristianesimo Antico, Bologna 2010, pp. 397, euro 69.00.

L’atlante fornisce il quadro storico e geografico di riferimento per una conoscenza in prospettiva cronologica dei Padri della Chiesa fino all’VIII secolo. Costituito di 58 cartine, ripercorre la storia religiosa, sociale e culturale del cristianesimo antico e altomedievale. A ogni territorio considerato è riservata una cospicua serie di dati, che ne consente la ricostruzione dell’esperienza cristiana. Il volume è corredato di un ricco apparato iconografico, che illustra in particolare luoghi e monumenti. Un’ampia bibliografia essenziale internazionale per approfondimenti e numerosi indici chiudono il volume.

R. Cassanelli, P. Piva – Lombardia romanica. I grandi cantieri, Milano 2010, pp. 284, euro 75.00.

Come è noto, la nozione di romanico “lombardo” supera largamente i confini amministrativi dell’attuale Lombardia, a marcare uno dei centri propulsori a raggio europeo del rinnovamento architettonico e artistico dopo l’Anno Mille. Al punto che quasi un secolo fa un grande storico dell’arte americano, Arthur Kingsley Porter, tentando con una monumentale catalogazione sinora insuperata di censirne i monumenti conosciuti, inglobava nel concetto l’intera Italia centro-settentrionale. Per non parlare della diffusione di formule architettoniche e soluzioni decorative, come quella degli archetti pensili, che ne proiettano anche a grande distanza i presunti effetti. Essa ne individua comunque il baricentro, che nella triangolazione tra Milano, Como e Pavia segna i raggiungimenti più alti del fenomeno, oltre a registrare la fitta trama di esperienze diffuse nel territorio, con densità e coerenza non comuni. Quale sia la ragione di tale situazione privilegiata è difficile dire. Si è fatto appello, non impropriamente, alla lunga tradizione di maestranze specializzate nella lavorazione della pietra (estratta dalle vicine cave prealpine) che si è voluta far risalire ai “magistri comacini” di età longobarda (ma si discute ancora sulla corretta etimologia del nome), o meglio ai maestri intelvesi e poi campionesi, che percorsero le strade dell’Italia centro-settentrionale tra il XII e il XIV secolo.

O. Cullmann – Il mistero della redenzione nella storia, Bologna 2011, pp. 480, euro 25.00. nuova edizione

Pubblicato nel 1965, a quasi vent’anni di distanza da Cristo e il tempo (1945), che nel mentre era giunto alla sua terza edizione, il volume viene presentato dall’autore come un “contributo al dialogo fra cristiani delle varie confessioni” e propone una trattazione sistematica della storia della salvezza neotestamentaria: come se ne è formata la concezione, quale ne è la fenomenologia, quali le posizioni neotestamentarie fondamentali. Le risultanze dell’analisi esegetica cui approda vengono poi applicate a problemi dogmatici fondamentali: in che misura la storia della salvezza si conclude con l’epoca apostolica e in che misura continua? Se si può parlare, in un certo senso, di una continuazione della storia della salvezza, dove e come individuarla, oggi? Il culto può costituire un’attualizzazione della storia della salvezza? È possibile impostare un’etica sulla storia della salvezza?

 S.Menchelli, S.Santoro, M.Pasquinucci, G.GuiducciLRCW3 Late Roman Coarse Wares, Cooking Wares and Amphorae in the Mediterranean. Archaeology and Archaeometry. Comparison between Western and Eastern Mediterranean, Oxford 2010, euro 220.00.

 A. Annus  – Divination and Interpretation of Signs in the Ancient World, Chicago 2010, pp. 388, euro 40.00.

The concept of sign, a portent observed in the physical world, which indicates future events, is found in all ancient cultures, but was first developed in ancient Mesopotamian texts. This branch of Babylonian scientific knowledge extensively influenced other parts of the world, and similar texts written in Aramaic, Sanscrit, Sogdian, and other languages. The seminar will investigate how much do we know about the Babylonian theory and hermeneutics of omens, and the scope of their possible influences on other cultures and regions

M. Buonocore – Memorie della Pontificia Accademia Romana di Archeologia Vol. VIII. I duecento anni di attività della Pontificia Accademia Romana di Archeologia (1810-2010), Roma 2010, pp. 616, euro 90.00.
Sommario: L. Pani Ermini, Presentazione; M. Buonocore, Introduzione; A. Marcone, Le opere di carattere storiografico nelle Dissertazioni della Pontificia Accademia Romana di Archeologia dell’800; A. Russi, La Pontificia Accademia Romana di Archeologia nel XX secolo con documenti inediti della presidenza di Gaetano De Sanctis. Appendice: Lettere e documenti (dall’epistolario di Gaetano De Sanctis); G. Capriotti Vittozzi, L’egittologia attraverso la testimonianza della Pontificia Accademia Romana di Archeologia; D.F. Maras, Duecento anni di etruscologia pontificia a Roma; B. Andreae, Zweihundert Jahre Klassische Archaologie im Rahmen der Pontificia Accademia Romana di Archeologia; A. Di Vita, Le scoperte archeologiche fuori dall’Italia nelle pubblicazioni della Pontificia Accademia Romana di Archeologia; P. Sommella, Due secoli di informazioni topografiche nelle pubblicazioni della Pontificia Accademia Romana di Archeologia; M.L. Lazzarini, Gli studi di epigrafia e antichità greche; G.L. Gregori, Storia romana ed epigrafia latina; S. Balbi de Caro, Duecento anni di storia della moneta negli Atti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia; C. Carletti, V. Fiocchi Nicolai, Gli studi di archeologia, epigrafia ed antichità cristiane; L. Pani Ermini, Gli studi di epigrafia, archeologia e topografia del Medioevo; M. Buonocore, Antiquaria, archeologia, filologia e storia dell’arte tra manoscritti e documenti di archivio nelle pubblicazioni della Pontificia Accademia Romana di Archeologia; M. Buonocore, Prospetto dei soci dell’Accademia e cariche accademiche (1810-2010); M. Buonocore, Pubblicazioni della Pontificia Accademia Romana di Archeologia (1810-2010): Dissertazioni della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, Memorie della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. M. Buonocore, Indice dei nomi.

Stefano Ferri – Moneta Augusta. Guida all’identificazione delle monete romano imperiali da Augusto a Diocleziano, Roma 2010, pp. 182, euro 18.00 scontato fino al 28 febbraio 2011 euro 15.00.

Manuale pratico di numismatica romana imperiale, per studenti di archeologia, appassionati di numismatica, collezionisti. Dall’indice: Parte prima. La moneta, cenni storici e cenni tecnici; la moneta romana imperiale; collezionare monete antiche. Parte seconda: Caratteri generali della moneta imperiale, identificazione del tipo, lettura della legenda, datazione. Parte terza: Tavole iconografiche, schede dei personaggi monetati, titolature monetali, abbreviazioni epigrafiche, tabelle cronologiche… Indici dei personaggi, soggetti e argomenti.

Iefke J. van Kampen (a cura di)I Chigi a Formello. Il feudo, la storia e l’arte. Catalogo della mostra (Formello, Palazzo Chigi, 14 novembre – 31 dicembre 2009) Formello 2009, pp. 163 + XLIV ill., euro 30,00 scontato fino al 28 febbraio 2011 euro 25.00.

Nel 1661 il Cardinale Flavio Chigi sceglie Formello come sua residenza principale, accumulando all’interno del suo Palazzo, già residenza degli Orsini, una ricca collezione di opere d’arte e tesori, tanto da formare per il cenacolo di artisti e letterati che riunisce attorno a sé un “Museo delle Curiosità”.

La mostra, allestita dal Comune di Formello, con il Patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Roma, illustra la ricchezza e la potenza della famiglia dei Chigi nella seconda metà del XVII secolo, attraverso documenti storici e d’archivio, e quadri, incisioni, arazzi, statue, ceramiche e vari oggetti d’antichità.

COPIA UNICA:

Collatia – Forma Italiae Regio I – Volumen decimum  1974    euro 250.00   buono stato

 Ashby T.   -  Gli acquedotti dell’antica Roma  1991   euro 200.00     ottimo stato

AVVISO IMPORTANTE:

La Libreria Archeologica  si è trasferita in via Sannio n. 42 d-e.

Telefono ed e-mail rimangono invariati.

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