BOLLETTINO NOVITA’ n. 79
Febbraio 2011
C. Chiaramonte Treré, V. d’Ercole, C. Scotti (a cura di) – La Necropoli di Campovalano. Tombe orientalizzanti e arcaiche, II (with CD), Oxford 2010, pp. 272, tavole 154, euro 115.00.
R. Santangeli Valenzani – Edilizia residenziale in Italia nell’altomedioevo, Roma 2010, pp. 161, euro 17.00.
Il volume presenta una sintesi delle trasformazioni avvenute in Italia nelle tipologie edilizie e nei modi dell’abitare tra la fine del mondo antico, nel IV-V secolo d.C, e la piena età medievale. Questo periodo è caratterizzato da un completo cambiamento delle strutture residenziali, con la scomparsa delle tipologie edilizie di tradizione antica (le domus e le insulae nelle aree urbane, le ville nelle campagne) e il diffondersi, anche all’interno delle città, di strutture di tipo molto semplice, spesso capanne in materiale deperibile (legno, graticci, argilla cruda), insieme a edifici più complessi, in materiali più durevoli, relativi alle classi sociali più elevate, che pure mostrano, per la tipologia edilizia, la disposizione degli spazi abitativi, le tecniche costruttive, un completo distacco dalle tradizioni antiche.
I. Morley, C. Renfrew – The Archaeology of Measurement. Comprehending Heaven, Earth and Time in Ancient Societies, Cambridge 2010, pp. 296, euro 35.00.
The construction of formal measurement systems underlies the development of science, technology, economy and new ways of understanding and explaining the world. Human societies have developed such systems in different ways, in different places and at different times, and recent archaeological investigations highlight the importance of these activities for fundamental aspects of human life. Measurement systems have provided the structure for addressing key concerns of cosmological belief systems, as well as the means for articulating relationships between the human form, human action, and the world. The Archaeology of Measurement explores the archaeological evidence for the development of measuring activities in numerous ancient societies, as well as the implications of these discoveries for an understanding of their worlds and beliefs. Featuring contributions from a cast of internationally renowned scholars, it analyses the relationships between measurement, economy, architecture, symbolism, time, cosmology, ritual, and religion among prehistoric and early historic societies.
E. Cantarella – L’ambiguo malanno. La donna nell’antichità greca e romana, Milano 2010, pp. 208, euro 9.00.
“Ripercorrere la storia delle donne nell’antichità greca e romana non è semplice curiosità erudita. I radicali mutamenti intervenuti nelle condizioni della vita femminile, il riconoscimento della piena capacità delle donne di essere titolari di diritti soggettivi e di esercitarli, la conquista della parità formale con gli uomini non hanno ancora interamente cancellato il retaggio di una plurimillenaria ideologia discriminatoria, di cui solo la storia può aiutare a comprendere le matrici e individuare le cause. Osservare la vita e seguire le vicende di organizzazioni sociali come quella greca e quella romana aiuta a svelare, se non il momento nel quale nacque la divisione dei ruoli sociali, il momento nel quale questa divisione venne codificata e teorizzata: e cominciò quindi a essere vista, invece che come un fatto culturale, come la conseguenza di una differenza biologica, automaticamente tradotta in inferiorità delle donne” (dall’introduzione).
M. L. Marchi – Ager Venusinus II (IGM 175 II SO; 187 I NO; 187 I SE; 188 IV NO; 188 IV SO), collana Forma Italiae, Roma 2010, pp. , euro 170.00
Questo volume completa il programma di ricerca sul territorio dell’antica colonia latina di Venusia attraverso un’indagine di rilevamento e con il censimento di oltre mille unità topografiche, su un’area di oltre 1000 kmq compresa tra la valle dell’Ofanto e le pendici del Vulture. Scopo finale dell’indagine è stata la ricostruzione della storia del comprensorio e del paesaggio antico in tutte le fasi di occupazione, dalla Preistoria al Medioevo.
G. Zanetto, M.Ornaghi – Documenta antiquitatis, Bologna 2010, pp. 256, euro 25.00.
Nel volume si trovano raccolti quasi tutti i contributi che sono stati presentati nel corso dei “Seminari del Dipartimento di Scienze dell’Antichità” (Università degli Studi di Milano) nell’anno 2009. Questi Seminari costituiscono, per tradizione consolidata, importanti momenti di verifica e di confronto dei risultati delle attività di ricerca svolte presso le cinque Sezioni del Dipartimento (Archeologia, Filologia classica, Glottologia e Orientalistica, Papirologia ed Egittologia, Storia antica) e contribuiscono a promuovere sia l’aggiornamento interno, sia la diffusione – proprio attraverso la pubblicazione degli atti – di molti esiti originali della ricerca antichistica svolta nell’Ateneo milanese. Gli ambiti degli interventi sono molteplici e spaziano dalle antichità egizie al mondo classico, greco e romano, sino all’era cristiana, investono problematiche e temi diversi, interessano le aree geografiche più disparate; tutti, però, risultano ispirati e così accomunati da un unico approccio metodologico, rigoroso, che è quello della lettura critica e “filologica” dei documenti letterari, storici e archeologici.
L. Lepore, P. Turi (a cura di) – Caulonia tra Crotone e Locri. Atti del Convegno internazionale (Firenze, 30 maggio-1° giugno 2007) vol.1 Firenze 2010, pp. 566, euro 35.90.
L’opera comprende oltre 30 contributi originali, corredati da numerose illustrazioni, disegni e piante, che dibattono di fonti storiche, topografia, architettura, urbanistica, religione, ideologia funeraria, cultura musicale, epigrafia, monetazione, artigianato, metallurgia, nonché di scienze applicate e tecnologie. I saggi si segnalano per il modo nuovo di reimpostare la lettura delle vicende storiche e delle problematiche archeologiche della colonia achea di Caulonia in una dimensione territoriale più ampia comprendente anche Crotone e Locri.
E. Scampoli – Firenze, archeologia di una città (secoli I a.C.-XIII d.C.), Firenze 2010, pp. 348, euro 22.90.
L’evoluzione urbanistica di Firenze nei primi tredici secoli della sua storia è qui delineata tramite un censimento dei ritrovamenti archeologici, a partire da quelli documentati nella seconda metà del XIX secolo. Le informazioni sono state organizzate e analizzate grazie a sistemi GIS (Geographic Information System). I ritrovamenti sono stati suddivisi per periodo e secondo le loro funzionalità, per descrivere, ove possibile, l’evoluzione degli edifici e degli spazi pubblici, i cambiamenti del modo di abitare, di seppellire, di difendersi e di produrre nel corso del tempo. I dati fiorentini sono stati considerati all’interno del quadro urbano regionale ed italiano delineato dalla ricerca archeologica in questi ultimi decenni. Mappe tematiche create grazie al GIS forniscono un aiuto alla comprensione del testo.
G. Mastrocinque – Taranto. Il paesaggio urbano di età romana tra persistenza e innovazione, Pozzuoli 2010, pp. 288, euro 60.00.
Aa. Vv. – Tharros Felix vol.4, Roma 2011, pp. 476, euro 50.00.
Il volume rappresenta un esempio di cooperazione interistituzionale fra la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano con il suo nuovo Soprintendente Marco Edoardo Minoja e l’Università di Sassari, e presenta l’edizione preliminare del recentissimo scavo di Sa Osa di Cabras, coordinato dall’archeologo Alessandro Usai, che restituisce le linee di lettura della dinamica del paesaggio del fiume Tirso presso le sue foci, focalizzando l’attenzione su una comunità di Sardi sia di fase prenuragica sia e soprattutto di varie fasi nuragiche. Il testo si sofferma inoltre sulla costa di ponente dell’isola, con contributi sulla portualità antica e medievale tharrense e sul mito greco dei Tespiadi, forse radicato nel Sinis di Monte Prama. La terza parte del libro offre contributi sul tema dell’incontro tra Nuragici e Fenici.
A. Carlino (a cura di) – La Sicilia e il grand tour. La riscoperta di Akragas. 1700-1800, Roma 2011, pp. 301, euro 30.00.
La fortuna della letteratura, dell’arte e dell’architettura della Grecia antica nel Sette e Ottocento passa attraverso la riscoperta dei monumenti del Mediterraneo in cui la Sicilia ha un ruolo fondamentale. Come testimoniano i saggi raccolti in questo volume, con le prime indagini sulle antichità dell’isola condotte sulle grandiose rovine “della più bella città dei mortali “di pindarica memoria, Akragas diviene tappa fondamentale nel viaggio alla ricerca delle radici classiche della cultura europea. Un tema affascinante che attendeva finora un’analisi approfondita, in cui l’antica Akragas, epicentro di un racconto a molte voci, si presenta come meta e summa memoriale di tutta la Sicilia.
E. Benelli, C. Rizzitelli – Culture funerarie d’Abruzzo (IV-I secolo a.C.), Pisa 2010, pp. 170, euro 295.00.
Poche aree dell’Italia antica hanno conosciuto un incremento della documentazione archeologica paragonabile a quello che, negli ultimi decenni, ha permesso di rinnovare radicalmente le nostre conoscenze sull’Abruzzo antico, dalla tarda età del Bronzo alla piena romanizzazione. Le indagini condotte con metodi più adeguati, sia su siti che su complessi di materiali, si sono moltiplicate e hanno gradualmente creato una rete di punti di riferimento che permette di riconsiderare i reperti già noti e di riconoscere collegamenti e significati che prima sfuggivano. Il presente volume concentra la sua attenzione sui secoli dal IV al I a.C. e sul completo riesame della documentazione funeraria di 172 necropoli. Al repertorio delle necropoli segue un importante capitolo di analisi, in cui sono evidenziati, area per area, caratteri, evoluzioni e contatti culturali, che di volta in volta rimandano alla Daunia, al Sannio, alla Campania o all’area etrusco-laziale. Il risultato è un panorama ricco e articolato, che consente all’archeologia di contribuire alla ricostruzione della storia dell’Abruzzo su basi molto più solide rispetto al passato.
P. Arthur, B. Bruno – Il complesso tardoantico ed alto-medievale dei SS. Cosma e Damiano, detto le Centoporte, Giurdignano (LE) scavi (1993-1996), Lecce 2010, pp. 268, euro 50.00.
Posta nelle campagne del comune di Giurdignano, a circa quattro chilometri da Otranto e dal mare Adriatico, la chiesa basilicale detta Le Centoporte è fra i monumenti antichi meglio preservati del Salento ed anche fra i più ‘rinomati’, attirando, sin dal secolo scorso, molta attenzione da parte degli studiosi e dei curiosi. Secondo una leggenda, narrata con varie sfumature, la scoperta di un tesoro presso il monumento avrebbe contribuito a finanziare la costruzione della chiesa matrice di Giurdignano, completata e consacrata nel 1763. Nel 1879, Giacomo Arditi affermava che “quivi nel 1770 si scovrì un tesoro di circa 100 mila lire, e furono utilmente spese alla costruzione dell’attuale chiesa matrice”. L’attività di escavazione clandestina sembra, pertanto, risalire almeno al XVIII secolo, indubbiamente stimolata dalle leggende e dalla curiosità. Alcuni anziani abitanti raccontano che il luogo fu anche adoperato per l’estrazione di laterizi che venivano poi triturati e utilizzati come ingrediente per la malta adoperata nella realizzazione degli edifici di Giurdignano.
M. Papini, Città sepolte e rovine nel mondo greco e romano, Roma – Bari 2011, pp. 296, euro 32.00.
Rovine eroiche, città morte o agonizzanti, vita in mezzo ai detriti e distruzioni; e poi i relitti della storia come strumenti di legittimazione o di rafforzamento, difesa di identità e veicolo di memorie culturali; e ancora il timido affiorare di un ‘sentimento delle rovine’: il viaggio alla (ri)scoperta dell’‘antico’ per gli Antichi può cominciare. Secondo la testimonianza dell’archeologia nel mondo greco e romano (Atene, Troia, Roma e non solo) tanti erano i paesaggi pieni di resti di epoche precedenti con cui le popolazioni convivevano. L’autore si interroga sul valore e il senso che potevano avere le rovine o i monumenti antichi già nell’antichità. Ci accompagna in un viaggio indietro nel tempo e indaga su momenti e luoghi in cui le rovine hanno avuto un significato particolare. Ad esempio, tra l’VIII e il VII secolo a.C., quella che conosciamo come l’‘età di Omero’, i Greci instaurarono un rapporto di distanza e, al contempo, di familiarità con i monumenti funerari dell’Età del Bronzo da tempo abbandonati e riletti in chiave eroica. Nell’estate del 479 a.C. i Persiani distrussero Atene; tornati a casa, gli Ateniesi trovarono uno scenario da incubo, e si tramanda un loro giuramento sul campo della battaglia finale, a Platea, che prevedeva di non ricostruire i templi per lasciarli a reminiscenza delle distruzioni. Quanto stretto potesse essere il rapporto con i luoghi del passato storico ed eroico è poi mostrato da Troia, Urbs capta per eccellenza, che comprendeva in sé due città, la reale e l’immaginaria. Infine, anche i Romani, benché febbrili ricostruttori, dovevano comunque confrontarsi con la visione (da loro assai poco gradita) di monumenti diroccati e di città morte, ai quali talvolta sapevano però attribuire anche una funzione positiva, almeno in chiave consolatoria: al cospetto dei resti urbani era infatti vacuo dolersi per la morte di un caro individuo, e più giovava rendersi conto della piccolezza di sé e del proprio lutto privato.
L. Bressan – Maria nella devozione e nella pittura dell’Islam, Milano 2011, pp. 230, euro 34.00.
I. Lebedynsky – Gli Indoeuropei. Fatti, dibattiti, soluzioni, Milano 2011, pp. 272, euro 34.00.
Quasi tutte le lingue d’Europa e molte grandi lingue dell’Asia sono apparentate dal vocabolario e dalle strutture grammaticali e formano una famiglia chiamata convenzionalmente «indoeuropea», oggi come oggi la più importante al mondo. Come le somiglianze tra l’italiano, il francese e lo spagnolo si spiegano con la comune origine latina, quelle tra il latino stesso, il greco, lo slavo e il sanscrito indicano la provenienza da una fonte comune, una lingua madre battezzata «indoeuropeo». Da due secoli i comparatisti si sforzano di ricostruirne la fonologia, la morfologia e il vocabolario.
G. Fedalto – Le Chiese d’Oriente vol. II. Dalla caduta di Costantinopoli alla fine del Cinquecento, Milano 2011, pp. 232, euro 24.00.
Con la sistematica penetrazione in Europa, il 29 maggio 1453 i turchi ottomani conquistarono Costantinopoli, mutando il massimo tempio della cristianità orientale di S. Sofia in moschea musulmana. Svaniva così il mito della capitale cristiana fondata da Costantino, mettendo a maggiore repentaglio le chiese d’Oriente e aprendo immediate conseguenze per quelle d’Occidente, per Roma in primo luogo: questo era infatti l’obiettivo del giovane sultano Maometto II, che apriva spazi nuovi in Europa per il suo impero in progressiva estensione. Senza dimenticare l’influsso esercitato da spose e concubine cristiane nella Porta, l’abilità politica dei sultani volle che i patriarchi ortodossi rimanessero in sede pagando onerose tasse per ottenere il berat di investitura, che li investiva di potestà civile sui cristiani dell’impero al punto da porre il solo patriarca di Costantinopoli al di sopra degli altri patriarchi d’Oriente. Sul fronte orientale, nel frattempo, con la fine della seconda Roma, a Mosca cresceva l’interesse per avere un proprio patriarcato indipendente da quello costantinopolitano, come avvenne alla fine del Cinquecento. La ricostruzione analitica delle vicende di quelle chiese ci fa cogliere la tenacia e la capacità di convivenza del cristianesimo ortodosso e delle sue varie chiese pur sotto un impero di religione islamica. Ad un tempo ci permette di comprendere le peculiarità che il cristianesimo russo andava assumendo, in questo caso in intesa col potere.
J. A. Jiménez Sánchez – Los juegos paganos en la Roma cristiana, Roma 2010, pp. 448, euro 35.00.
Nel corso del IV secolo d. C. si compì la cristianizzazione dell’Impero romano. Paradossalmente, quest’epoca rappresentò anche il momento di maggior splendore degli spettacoli di tradizione pagana. I ludi circenses e scaenici, così come i munera e le venationes, suscitavano autentiche passioni tra uomini e donne di ogni età e condizione. I loro protagonisti godevano di enorme popolarità e venivano raffigurati in pitture, mosaici, medaglioni. Nonostante le critiche delle autorità ecclesiastiche agli spettacoli per i loro aspetti di idolatria e corruzione morale, il potere imperiale continuò a patrocinarli, vedendo in essi un efficace mezzo di propaganda e un potente strumento di controllo delle masse. Anche i monarchi dei regni germanici si preoccuparono di conservare questi spettacoli, segno indubbio dell’importanza che attribuivano alle manifestazioni ludiche.
G. Barone, A. Paravicini Bagliani (a cura di) - Gesta di Innocenzo III, Roma 2011, pp. 304, euro 27.00.
Pochi personaggi storici hanno segnato i loro tempi e quelli successivi quanto papa Innocenzo III (1198-1216). Dell’infaticabile e poliedrica attività di questo grande pontefice i Gesta – di cui qui viene pubblicata la prima traduzione italiana – offrono una testimonianza eccezionale, indispensabile per comprendere il mondo medievale. Il testo, il cui impianto è chiaramente biografico, illustra i primi dieci anni del pontificato innocenziano, attingendo largamente ai Registri delle sue lettere, e ripercorrendo i grandi temi della politica pontificia di quegli anni: dalla difficile tutela del giovane Federico II, erede minorenne del Regno di Sicilia, all’organizzazione della Quarta Crociata, fallita nel suo obiettivo di riconquista di Gerusalemme ma all’origine dell’effimera riunificazione fra le Chiese di Roma e Costantinopoli. Al fascino dell’opera contribuisce certamente anche la personalità dell’anonimo autore dei Gesta, personaggio molto vicino ad Innocenzo e forse addirittura suo parente.
S. T. Levi – Dal coccio al vasaio. Manifattura, tecnologia e classificazione della ceramica, Bologna 2010, pp. 272, euro 29.00.
Dal coccio al vasaio illustra le più recenti tecniche di analisi, documentazione e classificazione della ceramica accompagnando il lettore in un percorso a ritroso (pratico e teorico) che porta dai frammenti dei vasi ai protagonisti della loro produzione. I vasi sono il reperto più abbondante a partire dal Neolitico e testimoniano una grande varietà di soluzioni tecniche e stilistiche. L’archeologo deve cercare di estrarne il massimo di informazioni per capire quando, dove, come, perché e da chi sono stati fatti, trasportati, usati, riciclati e gettati. Bisogna prima conoscere i procedimenti dell’artigiano e scovarne le tracce sui prodotti finiti, utilizzando sia osservazioni dirette, sia analisi specialistiche. L’orizzonte quindi si allarga verso il contesto ambientale ed economico, l’organizzazione sociale della produzione, i circuiti di circolazione e le dinamiche di utilizzo. Il libro suggerisce princìpi e metodi con cui procedere in tutti gli aspetti dello studio della ceramica nei più diversi ambiti archeologici, rivelandosi pertanto un indispensabile testo di studio e di consultazione sul campo e in laboratorio.
P. Broggio, M. P. Paoli (a cura di) – Stringere la pace. Teorie e pratiche della conciliazione nell’Europa moderna (secoli XV-XVIII), Roma 2011, pp. 544, euro 40.00.
La storia sociale e politica dell’Europa del tardo medioevo e della prima età moderna fu caratterizzata da dinamiche conflittuali, cui le comunità erano spesso in grado di porre rimedio senza l’intervento dei poteri giudiziari, attraverso strategie di tipo mediatorio e informale. Nell’ambito di questa “giustizia negoziata” un ruolo a sé fu svolto dal ceto nobiliare il quale, in obbedienza ad un comportamento ancestrale, metastorico, difendeva la propria prerogativa di farsi giustizia attraverso la vendetta e il duello.
Obiettivo del volume è di analizzare la complessità di tali fenomeni, sia attraverso la comparazione tra distinti contesti europei (antichi Stati italiani, Monarchia spagnola, Francia, Inghilterra, Impero), sia cercando di cogliere i diversi ambiti in cui il concetto di “pace” si è inserito e ha prodotto i suoi effetti: le pratiche di giustizia nelle loro interazioni con le negoziazioni informali; l’idea di nobiltà e la sua armonizzazione con le esigenze del nascente assolutismo e dei processi di confessionalizzazione; l’evoluzione del concetto di uso delle armi in relazione all’idea di onore; il contributo dottrinale, nei suoi diversi campi, alla definizione della pace e all’opera di progressiva delimitazione del ricorso alla vendetta privata.
Riviste:
Archeologia Sotterranea, anno I, n. 1 – 2010, euro 6.00.
L. De Santis – Andar per sotterranei…viaggi al centro della Terra; D. Cioli – La quinaria di Frontino; V. Straccali – I “Sotterranei di Roma”; M. Placidi – L’Emissario del Lago di Nemi; G. Curatolo, H. Manderscheid, M.C. Tomassetti – Un santuario della sorgente nei pressi del Lago di Bracciano?; A. Minetti – Sarteano: la tomba della Quadriga Infernale nella necropoli delle Pianacce; M. Placidi, V. Fresi – Una grande Via Sotterranea, la “Strada Carrabile” di Villa Adriana; G. Doronzo – I cantieri nell’antichità. Gli strumenti di lavorazione edilizia; A. Bedetti – Il mitreo di Marino.
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